Distillato all'anice e artemisia

AssenzioLa «fata verde» dei poeti maledetti, per sciacquare il bicchiere del Sazerac

L'assenzio (in francese «absinthe») è un distillato aromatizzato con l'artemisia assenzio, l'anice verde e il finocchio. È molto forte, di solito tra i 55 e i 75% vol, e quello classico è verde chiaro grazie alle erbe macerate dopo la distillazione. Nell'Ottocento era la bevanda degli artisti di Parigi, la «fée verte» di Baudelaire, Verlaine e Rimbaud; vietato in molti paesi nel primo Novecento, è tornato legale negli anni Novanta. Si beve allungato con acqua fredda, che lo rende torbido, e nei cocktail si usa a gocce o per sciacquare il bicchiere, come nel Sazerac.

In breve

GustoAnice intenso, erbe amare, finocchio
Gradazione45–75% vol (il classico 55–70%)
ColoriVerde (classico), bianco o «blanche», nero e rosso (colorati)
UsoSazerac (per sciacquare), Corpse Reviver #2, con acqua e zucchero

I cocktail

I cocktail con l'Assenzio

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Sazerac

Assenzio · 1 cl, per sciacquare il bicchiere Cognac, Peychaud's e assenzio · il cocktail di New Orleans

I colori

Assenzio verde, bianco, nero, blu e rosso

L'assenzio verde è quello classico: il colore viene dalla clorofilla delle erbe (artemisia pontica, issopo, melissa) lasciate in infusione dopo la distillazione, ed è per questo che lo chiamavano «la fata verde». Con il tempo e la luce il verde naturale tende al giallo paglierino: un assenzio giallo o ambrato spesso è semplicemente un verde invecchiato.

L'assenzio bianco, detto «blanche» o «la bleue», non fa l'infusione finale e resta trasparente: è lo stile svizzero della Val-de-Travers, la culla dell'assenzio, nato quando era vietato e andava nascosto. Gli assenzi nero, blu (o azzurro), rosso e viola sono invece moderni: il colore arriva da coloranti o da piante come l'acacia catechu (il nero) e l'ibisco (il rosso). Sono più una scelta di stile che di tradizione: per i cocktail come il Sazerac si usa il verde o il bianco.

ColoreDa dove vieneGradi tipici
VerdeClorofilla delle erbe in infusione: il classico55–72% vol
Bianco («blanche», «la bleue»)Nessuna infusione finale: trasparente, stile svizzero50–60% vol
Giallo / ambratoVerde naturale invecchiato o affinato in legno55–70% vol
NeroAcacia catechu o coloranti: moderno55–80% vol
Blu / azzurroColoranti: moderno55–70% vol
Rosso e violaIbisco, frutti o coloranti: moderno50–70% vol

La gradazione

Quanti gradi ha l'assenzio

L'assenzio è uno dei distillati più forti in commercio: quello classico sta tra i 55 e i 72% vol, quasi il doppio di un gin. Esistono anche assenzi da 80, 85 e perfino 89,9 gradi, spesso in bottiglie di stile «bohémien» con il teschio in etichetta: sono più una curiosità che un prodotto da bere.

Proprio per la gradazione l'assenzio non si beve puro: si allunga con 3–5 parti di acqua ghiacciata, che lo rende torbido e ne libera i profumi, oppure se ne usano poche gocce nei cocktail. Un dito d'assenzio a 70% vol con quattro dita d'acqua scende intorno ai 14–15% vol, come un vino.

Il mito

Fata verde, poeti maledetti e leggende

Nella Parigi dell'Ottocento l'assenzio era la bevanda dei poeti maledetti: Baudelaire, Verlaine e Rimbaud, i pittori Toulouse-Lautrec, Degas e Van Gogh. Nei caffè, all'«ora verde» del tardo pomeriggio, si beveva con il rito della zolletta e dell'acqua fredda, e la «fée verte» diventò il simbolo della vita bohémien.

Da lì nacquero le leggende: che facesse impazzire, che desse allucinazioni per colpa del tujone dell'artemisia, che si bevesse con il laudano (che era invece un medicinale a base d'oppio, diffuso all'epoca). Gli studi moderni hanno dimostrato che il tujone nell'assenzio era troppo poco per avere effetti: i danni venivano dall'alcol fortissimo e dagli assenzi adulterati. Dopo il divieto in quasi tutta Europa tra il 1910 e il 1915, è tornato legale, con un limite di tujone per legge.

Oggi l'assenzio ha anche un'immagine rock: dalla Mansinthe di Marilyn Manson agli assenzi «alla cannabis» (aromatizzati con la canapa, senza effetti) e alle versioni con il fuoco, nate per il marketing più che per la tradizione.

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Domande frequenti

Sull'Assenzio

Quanti gradi alcolici ha l'assenzio?
Molti: il tenore d'alcool dell'assenzio classico sta tra i 55 e i 75% vol, e alcune etichette arrivano a 85–90%. Per questo non si beve liscio: si allunga con 3–5 parti di acqua fredda, oppure se ne usano poche gocce nei cocktail.
L'assenzio è una droga? È illegale?
No. La fama di «droga» viene dal tujone, una sostanza dell'artemisia accusata nell'Ottocento di dare allucinazioni; gli studi moderni hanno dimostrato che nell'assenzio ce n'è troppo poco per avere effetti, e che i danni di allora erano dovuti all'alcol fortissimo. Vietato in molti paesi dal 1910-1915, è di nuovo legale in Europa dagli anni Novanta, con un limite di tujone per legge.
Perché l'assenzio è verde? Esiste anche nero, blu o rosso?
Il verde classico viene dalla clorofilla delle erbe macerate dopo la distillazione. Esiste anche l'assenzio bianco («blanche» o «la bleue»), trasparente, tipico della Svizzera. Gli assenzi neri, blu o rossi sono colorati artificialmente: più che tradizione, sono una trovata di marketing.
Come si beve l'assenzio?
Con il rito francese: si versa un dito d'assenzio nel bicchiere, si appoggia sopra un cucchiaio forato con una zolletta di zucchero e si fa colare lentamente acqua ghiacciata, finché il drink diventa torbido (il «louche»). La versione col fuoco, la zolletta che brucia, è un'invenzione moderna e non fa parte della tradizione.
Altre domande sull'AssenzioNascondi
Perché l'assenzio è legato ai poeti maledetti?
Nella Parigi dell'Ottocento era la bevanda di artisti e scrittori: Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Toulouse-Lautrec e Van Gogh lo chiamavano «la fata verde». Diventò il simbolo della vita bohémien, e i suoi presunti effetti sulla mente contribuirono al divieto del primo Novecento.
A cosa serve l'assenzio nei cocktail?
Si usa in piccolissime quantità: per sciacquare il bicchiere del Sazerac, dove lascia solo il profumo d'anice, o a gocce nel Corpse Reviver #2. In alternativa si possono usare il pastis o l'Herbsaint, anche loro all'anice.
Dove si compra l'assenzio?
È in libera vendita: si trova nei supermercati più forniti (anche da Esselunga), nelle enoteche nel reparto dei liquori e online, dove la scelta è più ampia: Pernod, La Fée, Xenta e gli assenzi artigianali italiani. Per i cocktail va bene un assenzio classico verde sui 55–70% vol; una bottiglia dura a lungo, perché se ne usa pochissimo.Vedi il prezzo su Amazon →
Come si riconosce l'assenzio originale?
L'assenzio vero è un distillato: le erbe (artemisia, anice verde, finocchio) vengono macerate nell'alcol e poi distillate, e il verde arriva da un'infusione naturale. Versando acqua fredda diventa torbido e lattiginoso (il «louche»). Le imitazioni economiche sono alcol con aromi e coloranti: restano limpide con l'acqua e hanno un gusto piatto. In etichetta cerca la dicitura «distillato» e, per i francesi e svizzeri, le denominazioni di Pontarlier e della Val-de-Travers.
L'assenzio è un veleno?
No: è un distillato molto forte, e come tutti gli alcolici fa male se se ne abusa. La fama di «veleno» viene dall'Ottocento, quando si dava la colpa al tujone dell'artemisia per i danni che in realtà facevano l'alcol fortissimo e gli assenzi adulterati con sostanze tossiche. Quello in vendita oggi rispetta i limiti di legge.