Ricette cocktail — 95 IBA

Dry MartiniGin e vermouth dry, con l'oliva · il re dei cocktail

Versione analcolica (mocktail)

Scorri per preparare il cocktail Dry Martini

Gin6 cl · 2 oz

Il mixing glass

Mescolato, non shakerato.

Checché ne dica James Bond: il Dry Martini si mescola nel mixing glass, così resta limpido come l'acqua.

Prima parte

Gin, 6 cl.

Un London dry secco, con il ginepro in evidenza: è quasi tutto il drink, sceglilo bene.

Seconda parte

Vermouth dry, 1 cl.

Solo un filo di vermouth secco, freddo di frigo: meno ne metti, più il Martini è «dry».

Il ghiaccio

Tanto ghiaccio, ben freddo.

Il mixing glass pieno di cubetti asciutti: il Martini deve diventare gelido, non annacquato.

Mescola

Bar spoon, 30 secondi.

Il cucchiaio gira lungo la parete, piano e regolare, finché il vetro si appanna di freddo.

Filtra

Nella coppa ghiacciata.

Lo strainer trattiene il ghiaccio: nel bicchiere, messo prima in freezer, va solo il drink.

Guarnizione

Un'oliva, o la scorza.

Un'oliva verde sullo stecchino per un Martini più sapido, o una scorza di limone spremuta sopra per uno più profumato.

Dry Martini nella coppa Martini, limpido, con un'oliva verde sullo stecchino COCKTAIL IBA

La scheda

Dry Martini

Gin e un filo di vermouth dry, mescolati nel mixing glass con tanto ghiaccio e filtrati lisci in una coppa Martini ghiacciata, con un'oliva verde o una scorza di limone. Il Dry Martini è il cocktail più famoso e più semplice del mondo: due ingredienti, nessun posto dove nascondersi. Freddissimo, limpido, secco. Cocktail ufficiale IBA.

TipoAlcolico
MetodoMescolato nel mixing glass
BicchiereBicchiere Martini · 12–24 cl
Totale7 cl / 2.4 oz
GuarnizioneOliva verde (o scorza di limone)
Origine🇺🇸 New York · 1911
Gradi30–34% vol
DifficoltàMedia

Il Dry Martini servito: liscio nella coppa ghiacciata, con l'oliva.

Ingredienti

IngredienteParteOzCl
Gin626
Vermouth dry10,31
Bicchiere MartiniServire liscio, ben freddo

Preparazione

Difficoltà Media  ·  Tempo 3 minuti

  1. Metti in freezer la coppa Martini per qualche minuto: il Dry Martini va servito gelido.
  2. Versa nel mixing glass 6 cl di gin London dry e 1 cl di vermouth dry ben freddo.
  3. Riempi il mixing glass di ghiaccio e mescola con il bar spoon per circa 30 secondi, finché il vetro si appanna.
  4. Filtra con lo strainer nella coppa ghiacciata, senza ghiaccio.
  5. Guarnisci con un'oliva verde sullo stecchino, oppure spremi una scorza di limone sopra il drink per profumarlo.

Profilo di gusto

  • Forte 5
  • Dolce 0
  • Acido 0
  • Amaro 1

Secchissimo, freddo e limpido: ginepro in primo piano, un filo di erbe del vermouth e la sapidità dell'oliva. Il più asciutto dei classici.

Ingredienti e categorie

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Alcolicità

Quanti gradi ha il Dry Martini

30–34% vol

Il Dry Martini è uno dei cocktail più forti: 6 cl di gin (40–47%) e appena 1 cl di vermouth dry (15–18%) danno, prima del ghiaccio, quasi il 40% vol. La mescolata nel mixing glass aggiunge circa un quinto d'acqua e porta il drink nel bicchiere sui 30–34% vol. Si serve senza ghiaccio e in poco volume: si sorseggia, freddissimo.

Gin (base) 40–47%
Dry Martini 30–34%
Manhattan 28–32%
Negroni 24–28%
Vino 12–14%

La storia

Il re dei cocktail

Il Martini ha tanti padri. Il suo antenato è il Martinez, servito a San Francisco a metà Ottocento: gin dolce olandese, vermouth rosso, maraschino e bitter, un drink molto diverso da quello di oggi. Nei decenni successivi il gin diventa più secco (il London dry), il vermouth passa al bianco secco francese e il drink si asciuga sempre di più.

La versione «dry» moderna si lega spesso a un barman ligure, Martini di Arma di Taggia, che intorno al 1911 lavorava al Knickerbocker Hotel di New York e avrebbe servito gin London dry, vermouth secco e orange bitter a John D. Rockefeller. Che sia leggenda o storia vera, il nome è rimasto.

Nel Novecento il Martini diventa il simbolo stesso del cocktail: il drink dei grandi alberghi, di Hemingway e Churchill, di James Bond con il suo «shaken, not stirred». E più passano gli anni, più il vermouth cala: dal 2 a 1 di inizio secolo al 6 a 1 dell'IBA, fino ai Martini «extra dry» con appena un profumo di vermouth.

Dove si beve

Il Dry Martini nel mondo

La mappa della sua popolarità, in percentuale sul totale dei mercati principali. In testa Stati Uniti, seguìto da Regno Unito e Brasile. I primi cinque valgono da soli circa 69,1% del totale.

Mostra i primi 15 paesiMostra solo i primi 5
🇸🇪Svezia5,7%
🇫🇷Francia4,7%
🇪🇸Spagna4,7%
🇩🇪Germania3,8%
🇦🇺Australia3,1%
🇮🇳India2,1%
🇬🇷Grecia1,7%
🇲🇽Messico1,7%
🇳🇱Paesi Bassi1,7%
🇹🇷Turchia1,7%

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Domande frequenti

Come si fa un Dry Martini?
Nel mixing glass versa 6 cl di gin London dry e 1 cl di vermouth dry, riempi di ghiaccio e mescola con il bar spoon per circa 30 secondi. Filtra con lo strainer in una coppa Martini ghiacciata, senza ghiaccio, e guarnisci con un'oliva verde o con una scorza di limone spremuta sopra.
Qual è la ricetta IBA del Dry Martini?
La ricetta ufficiale IBA è: 6 cl di gin e 1 cl di vermouth dry, mescolati nel mixing glass con il ghiaccio e filtrati in una coppa da cocktail fredda. Si guarnisce con la scorza di limone spremuta sopra (gli oli profumano il drink) oppure con un'oliva verde. Sì: il Dry Martini è un cocktail ufficiale IBA, nella categoria «The Unforgettables».
Che differenza c'è tra il Martini e il Dry Martini?
Il Dry Martini è il cocktail di gin e vermouth dry; «Martini» è anche il nome di una marca di vermouth italiana (Martini & Rossi), da cui nasce la confusione. Ordinare «un Martini» al bar di solito vuol dire il cocktail; al supermercato è la bottiglia di vermouth. In origine il Martini era più dolce e ricco di vermouth: «dry» indica la versione secca, quella diventata il classico.
Il Martini si fa shakerato o mescolato?
Mescolato. Il «shaken, not stirred» di James Bond è una scelta da personaggio, non la regola: shakerare raffredda di più ma rende il Martini torbido, pieno di bollicine d'aria e più annacquato. Mescolato nel mixing glass resta limpido, setoso e preciso, come dovrebbe essere.
Altre domande sul Dry MartiniNascondi
Oliva o scorza di limone nel Dry Martini?
Sono entrambe classiche: l'oliva verde (spesso farcita al peperone) dà una nota sapida e salina, la scorza di limone spremuta sopra libera oli profumati e rende il drink più fresco. L'IBA indica la scorza, ma l'oliva è l'immagine più famosa del Martini. Con la cipollina sottaceto al posto dell'oliva diventa un Gibson.
Quanto vermouth ci va nel Dry Martini?
La dose IBA è 1 cl di vermouth dry ogni 6 cl di gin, cioè 6 a 1. Più vermouth (4 a 1, 3 a 1) dà un Martini «wet», più morbido ed erbaceo; meno vermouth un Martini «extra dry». C'è chi si limita a sciacquare il mixing glass con il vermouth e buttarlo via: è il Martini più secco di tutti.
Cos'è il Dirty Martini?
È un Dry Martini con l'aggiunta di un po' di salamoia delle olive (circa 1 cl), che lo rende torbido, sapido e salato. Si guarnisce con una o più olive verdi. È la versione preferita da chi ama il lato salino dell'oliva.
Che differenza c'è tra Dry Martini e Vodka Martini?
Il Dry Martini si fa con il gin, il Vodka Martini (o Vodkatini) con la vodka al posto del gin: stesso metodo, stesso vermouth dry, ma gusto più neutro e pulito, senza le botaniche del ginepro. Il Martini di James Bond, il Vesper, usa invece gin e vodka insieme, con il Lillet al posto del vermouth.
Quanti gradi ha il Dry Martini?
È uno dei cocktail più forti: nel bicchiere si aggira sui 30–34% vol. È fatto quasi solo di gin (40–47%) con un filo di vermouth, e l'unica acqua è quella della mescolata. Si serve senza ghiaccio, quindi va sorseggiato con calma.
Quale gin usare per il Dry Martini?
Un London dry secco e ben strutturato, con il ginepro in evidenza e una gradazione di almeno 40–43%: Tanqueray, Beefeater, Bombay Sapphire, Plymouth o un buon gin italiano secco. Evita i gin troppo floreali o dolci: nel Martini il gin è quasi tutto il drink, e si sente ogni dettaglio.

La famiglia

I tipi di Dry Martini

Questa ricetta

Dry Martini

Il classico: gin e vermouth dry, con l'oliva o la scorza di limone. È questa ricetta.

In arrivo

Dirty Martini

Con un po' di salamoia delle olive: torbido, sapido e salato.

In arrivo

Vodka Martini

Con la vodka al posto del gin: più neutro e pulito.

In arrivo

Gibson

Con la cipollina sottaceto al posto dell'oliva.

In arrivo

Vesper

Gin, vodka e Lillet: il Martini di James Bond in Casino Royale.

In arrivo

Martinez

L'antenato: gin, vermouth rosso, maraschino e bitter.

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