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Cocktail per origine 🇮🇹
L'aperitivo all'italiana: bitter rossi, vermouth e bollicine. È la famiglia del Negroni e dell'Americano, nata tra Milano, Torino e Firenze e diventata un classico in tutto il mondo.
I grandi classici
I grandi classici e i cocktail più tipici della tradizione italiana: i più conosciuti al mondo, quelli da cui partire. Molti li trovi qui con la ricetta completa.
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La cultura
In Italia l'aperitivo è molto più di un drink: è un rito sociale. Ci si trova prima di cena, tra amici o colleghi, per un bicchiere che «apre lo stomaco» — dal latino aperire — accompagnato da olive, patatine, focacce e stuzzichini. Non conta bere tanto, ma stare insieme e rallentare a fine giornata.
La tradizione nasce a Torino alla fine del Settecento, quando Antonio Benedetto Carpano inventa il vermouth: vino aromatizzato con erbe e spezie, pensato proprio per prima dei pasti. Da lì arrivano i bitter — il Campari a Milano, l'Aperol a Padova — e i grandi classici dell'aperitivo italiano: Americano, Negroni, Milano-Torino.
Ogni zona ha il suo: nel Veneto regna lo Spritz, con prosecco e un bitter; a Milano il Negroni e il Campari; a Torino il vermouth liscio o il «Punt e Mes». Con gli anni l'aperitivo è diventato anche «apericena», con buffet sempre più ricchi che quasi sostituiscono la cena.
Oggi l'aperitivo all'italiana è un fenomeno globale: lo Spritz e il Negroni si bevono in tutto il mondo. Ma il rito resta lo stesso — un bicchiere colorato, qualcosa da sgranocchiare e il piacere di prendersi una pausa in compagnia.